Vi proponiamo 3 luoghi a meno di un’ora di strada da Monte Minerva che meritano una vostra visita

NURAGHE SANTU ANTINE (Torralba)

Il nuraghe, uno dei gioielli dell’architettura protosarda, è costituito da un una torre centrale e da un bastione trilobato con ai vertici tre torri circolari. Fu costruito durante l’età del Bronzo, probabilmente nel corso del XVI secolo a. C. Si tratta dunque di un edificio preistorico, edificato quando in Sardegna fioriva la Civiltà Nuragica, della quale il Nuraghe Santu Antine rappresenta una delle testimonianze più significative sia per le dimensioni che per le caratteristiche architettoniche. Il materiale utilizzato per la costruzione è il basalto, pietra vulcanica locale, e le murature sono interamente costruite a secco, senza l’utilizzo di malta o di altri leganti. Le pietre sono di dimensioni colossali nella parte della base delle strutture, e si riducono man mano che si sale ai piani superiori.

CHIESA DI SAN LUSSORIO (Romana)

Chiesa caratteristica in quanto ricavata in una grotta dove, secondo la leggenda, si sarebbe nascosto per sette anni il santo in modo da sfuggire ai suoi persecutori. L’avancorpo ha un lungo porticato sostenuto da contrafforti, edificato nell’Ottocento. Il 21 Agosto di ogni anno vi si svolge una festa solenne in onore del santo.

 

NECROPOLI IPOGEICA DI SANT’ANDREA PRIU (Bonorva)

E’ un sito archeologico situato sul lato meridionale della fertile piana di Santa Lucia, in comune di Bonorva. Il complesso, uno dei più importanti della Sardegna, è composto da una ventina di tombe ipogeiche del tipo a domus de janas, una delle quali con i suoi diciotto vani risulta essere una delle più ampie fra quelle presenti nel bacino del Mediterraneo.  Cronologicamente il complesso si colloca nella Cultura di Ozieri del Neolitico Finale (3500-2.900 a.C.) con utilizzo e parziali modifiche anche strutturali di alcuni ipogei protrattisi fino ad epoca medievale.Fra le domus che compongono la necropoli, tre di esse, la Tomba del capo, la Tomba a capanna circolare e la Tomba a camera, rivestono una particolare importanza per la loro spettacolarità e l’ottimo grado di conservazione.

Sembrerà strano, ma il bosco di Monte Minerva ad ogni Primavera, da qualche anno, offre ai visitatori le intense fragranze e i delicati cromatismi del suo roseto antico. Le particolarissime siepi di olivastro e le secolari roverelle fanno da cornice a questa collezione botanica che conta più di una ventina di specie.

Com’è nata l’idea di realizzare un roseto antico in mezzo ad un bosco? Principalmente dalla necessità di valorizzare questo vivaio dandogli una caratterizzazione che richiamasse l’importanza storica di Villanova Monteleone e del suo territorio e testimoniasse la presenza umana dal Medio Evo ad oggi attraverso le rose antiche.
Nel roseto troviamo le specie:

Rose Damascena
– Belle Amour , trovata in un convento in Normandia nel Medio Evo
– Kazanlik, anch’essa risalente al Medio Evo
– Celsiana, introdotta dal medio oriente intorno al 1750
– MMM. Hardy (1832)

Rose Gallica
– Gallica gallica officinalis, nota già ai romani come rosa rubra o sacra e coltivata per le sue proprietà terapeutiche a Provins, vicino a Parigi (rosa di Provins)
– Gallica versicolor, sin. Rosa Mundi
– Cardinal Richelieu (1840)
– Belle de Crecy (1848)

Rose Alba
– Alba maxima Medio Evo
– Alba semiplena Medio Evo
– Rose Centifolia
– Chapeau de Napoleon (1826)

Rose cinesi
– Old Blush China

Rose Bourbon(R. Chiniensis x R. Damascena)
– Reine Victoria (1872);
– Variegata di Bologna (1909)

Ibride rifiorenti (ebbero un grande successo in epoca vittoriana)
– Baron Girod de l’Ain (1897)

Polyanta nane
– Cécile Brunner (1881)

Rose Rambler
– Alberic Barbier (1900)
– Doriothy Perkins (1901)
– Easler’s Golden Rambler (1932)

Rose rampicanti
– Katleen Harrop (1919)

 

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