Qualche cenno sulla storia

Cos’ha di magico questo monte del Logudoro settentrionale che sembra un immenso altare, il cui nome è un tributo a Minerva: dea della poesia, della medicina, delle arti e della saggezza? Quale segreto è capace di attirare, nelle medesime vie, tra gli stessi alberi e le stesse rocce, principi e principesse, conti, banditi leggendari e grandi lavoratori?

Scavando tra le pagine della storia scopriamo che:

Il feudo di Minerva appartenne a Don Basilio Todde, infeudato il 18 novembre 1755 da Carlo Emanuele III di Savoia, re di Sardegna.

Alla fine del 1800 Su Monte era il rifugio prediletto dei famosissimi banditi Cicciu de Rosas e Perazuanne Angius, intervistati durante la latitanza dal poeta Sebastiano Satta. Le pendici di Monte Minerva erano, infatti, protette da un’imponente foresta secolare, di cui, dopo il rogo del 1936 durato quasi un mese, provocato da un colpo di cannone durante un’esercitazione militare, rimane traccia negli splendidi esemplari di rovere sparsi nel territorio.

Dal 1905 sino alla riforma agraria degli anni ’50, la tenuta passò alla nobile famiglia Diaz, che ebbe fra i suoi ospiti le principesse Mafalda e Jolanda di Savoia.

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