STORIA di “Su Palatu de Minerva” oggi Locanda Minerva

Monte Minerva Storia di “ Su Palattu” Nel 1755 Monte Minerva venne concesso in feudo da Carlo Emanuele III di Savoia, Re di Sardegna, al Capitano di Marina Basilio Todde, che diventò il primo Conte della Minerva.
Don Basilio Todde scomparve in un naufragio con la sua nave nel 1760 ed il feudo pervenne a suo nipote, Nicolò Maramaldo Todde, ufficiale nei Regi Eserciti, che divenne Conte della Minerva e viveva sia a Villanova Monteleone che nel palazzo della Minerva. Nel suo “Itinerario dell’Isola di Sardegna” il Lamarmora narra d’aver conosciuto intorno agli anni ’30 dell’800 il Conte Maramaldo della Minerva, probabilmente Don Antonio Maramaldo Delitala e lo descrive con evidente simpatia : “… antico militare, intrepido cacciatore e gottoso. Ogni volta che io andai a domandare l’ospitalità di questo vecchio pieno di fuoco, mi raccontava le sue campagne, le sue avventure della gioventù e i suoi episodi di caccia. Quando io andavo a bussare la porta di altri feudatari, ancora pieni di spagnolismo, mi accordavano, è vero, l’ospitalità con tutta la cortesia che è il carattere di tutte le classi della società dell’isola; ma non trovavo la cordialità e franchezza militare, il sans façon del Conte della Minerva …”. Nel 1838 il feudo della Minerva venne affrancato e la località passò al Regio Demanio che la vendette ad un certo Conte Beltrami il quale, a detta del Lamarmora, la devastò sfruttandola indegnamente, disboscando e bruciando estensioni di terreno per produrre carbone; ritornata al Demanio venne acquistata nel 1873 dall’avvocato Luigi Canetto di Tresnuraghes, illustre professionista con studi legali a Firenze ed a Roma, uomo politico, che la trasformò con moderni sistemi agricoli introducendovi bestiame selezionato e portandola a grande splendore.
La tenuta di Minerva, tra boschi, pascoli e terreni aratori, si componeva di oltre 2.000 ha. di terreno. Nel 1893 la figlia Maria Canetto dopo la morte del padre, si sposò giovanissima con Carlo Bakùnin, figlio del famoso anarchico rivoluzionario russo, il Principe Michele Bakùnin esule dalla Russia, che a Firenze aveva frequentato l’avvocato Canetto ed il ministro sardo Giorgio Asproni. Nel 1900 Carlo Bakùnin, che portava il titolo di Duca, divenne proprietario della grande tenuta e fece apporre il suo stemma sotto il quale si legge “proprietà Bakounine” nel palazzo della Minerva. A seguito di procedura esecutiva nei confronti del Bakùnin, nel 1905 la Minerva venne acquistata all’asta dai nobili Don Vittorio e Don Efisio Delitala di Manca, e da Francesco Amato, i quali rivendettero la tenuta pochi giorni dopo al nobile Don Giovannantonio Diaz, nato ad Ossi e domiciliato ad Usini, e a suo suocero, il ricco proprietario Giuseppe Derosas, il discendente dei quali, Don Peppino Diaz, grande imprenditore agricolo, ne fu proprietario fino alla riforma agraria degli anni ‘ 50 che la espropriò ritrasferendola al Comune di Villanova Monteleone. Durante la proprietà dei Diaz, nel palazzo della Minerva, negli anni ’20 – ’30 e ’40 del ‘900, vennero più volte ospitate alte autorità dello stato, compresi i Reali, in particolare le Principesse Jolanda e Mafalda di Savoia, appassionate cacciatrici, che godettero della squisita ospitalità di Don Peppino e Donna Lisetta Diaz in occasione di grandi battute di caccia.   –  Il feudo della Minerva www.araldicasardegna.org ; di Gianfelice Pilo

La comunità che viveva a Minerva, racconta come fino agli anni ’60 ci fosse un vero e proprio villaggio, con le abitazioni delle famiglie di pastori, contadini, casari, domestiche, bambinaie, cuoche, con le stalle, i magazzini, le scuderie, il caseificio. Era tutto un via vai di persone che lavoravano in quella che doveva essere una azienda agricola, zootecnica modello. La montagna era viva, popolata dalla comunità che si occupava del taglio dei boschi, con la produzione di legno e carbone, ed era meta di veri e propri safari per nobili del Regno di Sardegna prima e del Regno d’Italia poi. Le terre erano ricoperte dalle coltivazioni di cereali, vigneti e frutteti, insieme ai giardini per le passeggiate delle nobildonne, che si ricreavano nella vasca piscina durante l’estate, mentre durante l’inverno si riscaldavano nei numerosi camini del palazzo signorile dove il lusso di tappeti, ceramiche e arredi le accoglieva. Negli anni ’90 il Comune di Villanova proprietario dell’immobile ha trasformato il palazzo signorile in una struttura ricettiva con 10 camere dotate di servizi, sala ristorante e bar. Oggi il palazzo Minerva è conosciuto come Locanda Minerva che offre servizi di accoglienza e ristorazione tipica a base di prodotti locali e freschi. Si rivolge a viaggiatori curiosi che vogliano provare le emozioni di una vacanza rurale con la possibilità di seguire i laboratori proposti, per vivere il piacere di vivere le esperienze del saper fare. Poche ore o diversi giorni vi permetteranno di godere di un luogo accogliente, per relax, sport, arte o altro. E’ il posto ideale per residenze artistiche, di meditazione, o base per escursioni nel territorio. Durante il periodo estivo vengono proposti eventi musicali e teatrali. Ci si può rilassare nel parco con uno dei libri della biblioteca della Locanda o fare passeggiate ambientali tra monumenti preistorici, querce pluricentenarie, vivaio di piante endemiche e roseto storico.